GRANDE!

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 Lo sospettavo già da tempo.  Da certi atteggiamenti più maturi. Da come ti preoccupi per tuo padre, invece di essere lui a preoccuparsi di te.  Da come  hai preso sul serio questa Maturità, tu che sei stato uno sfaticato sin dall’asilo nido. Ricordo certi filmini con tutti i bambini schierati in ordine teutonico e tu che guardi da un’altra parte, smetti di cantare, esci dal gruppo e vai a prendere un gioco. Con te non sono mai stata tranquilla, una ne fai e cento ne pensi, un terremoto!

Lo sospettavo già da tempo. Ne avevo avuto sentore da tante piccole cose. Cose che solo la sensibilità di una madre, seppure un po’ rospa, riesce ad avvertire. Tutto è cominciato in sordina. Tessere di un mosaico che solo ora, alla luce di fatti recenti,  riesco a ricomporre. Comincia da lontano.  Sei sempre stato il piccolo della famiglia, il cucciolo da proteggere e anche, forse, un po’ viziato  e so perché. La tua nascita ed il tuo primo anno di vita hanno coinciso con il più grande dolore della mia vita. Eri nella mia pancia da pochi mesi quando, con encomiabile tatto, mi hanno detto che mio padre sarebbe morto,  e così, nei tuoi confronti, mi sono sempre sentita un po’  in colpa. In colpa per non averti potuto dare quella serenità e quella gioia che ti spettava di diritto. La serenità e la gioia di cui invece tua sorella ha goduto a piene mani, sia per essere stata la prima, e per tre anni l’unica, sia per essere nata in un periodo felice della mia vita. Si dice che i dolori passino attraverso il cordone ombelicale e condizionino la vita del nascituro. Nel tuo caso ogni mia lacrima si deve essere trasformata in energia pura, il più delle volte diretta a fare casino, se sei stato il bambino e l’adolescente che sappiamo. Con te non sono mai stata tranquilla; una ne fai e cento ne pensi; con le bugie ci fai camminare i treni (ma quelli veloci); sei stato il bambino ribelle che non seguiva la mamma se non voleva, lo studente svogliato e indisciplinato (ma molto amato da chi sapeva cosa ci fosse sotto la scorza); non conto le volte che mi hanno chiamato da scuola perché avevi combinato qualcosa, per non parlare di quando, dall’altra parte dell’apparecchio,  si sono presentati i Carabinieri; mi hai fatto stare in ansia ad ogni colloquio coi professori e mi hai fatto incazzare o essere orgogliosa in un’altalena a cui pochi sarebbero sopravvissuti. Mi hai fatto piangere quando hai voluto ferirmi e mi hai fatto ridere a crepapelle. I tuoi scoppi di ira sono insopportabili e ci sono state delle volte in cui ti avrei voluto veramente far male. Inevitabile per un genitore chiedersi “Dove ho sbagliato?”.

Poi succede qualcosa, un evento inatteso, un altro dolore,  e improvvisamente ti vedo come sei diventato, per merito mio  o  nonostante me: un uomo.

Che sa consolare, sa stare vicino senza essere invadente, sa essere sensibile senza essere debole, sa prendersi le sue responsabilità e sa pensare al futuro. Ti ho visto accarezzare tua nonna con una delicatezza e nello stesso tempo con una forza d’animo che mi hanno lasciato di sasso. Ti guardavo …ed eri grande! Mi sono appoggiata per un attimo a te, uscendo dalla sala rianimazione, ed ho improvvisamente sentito che potevo appoggiarmi, nonostante il tuo fisico mingherlino in confronto alla mia stazza potrebbe far supporre il contrario, in quel momento il forte eri tu ed io la debole. In fondo in fondo,  nel mio cuore,  l’ho sempre saputo che con un po’ di tenacia, tanto amore, un buon esempio (e anche un pizzico di fortuna), da quel sasso grezzo che eri fino a poco tempo fa sarebbe uscito un diamante dalle mille sfaccettature: forte ma tenero, ombroso ma brillante, impulsivo ma maturo, insomma tu!

 

 

GRANDE!ultima modifica: 2009-07-06T21:10:00+00:00da amanecer58
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2 pensieri su “GRANDE!

  1. stavolta mi hai fatto commuovere tu. Si G. è cambiato, anche io l’ho notato da tante cose e mi piace molto; la sai una cosa? ho un rammarico grande ed un senso di colpa per una sberla che gli ho rifilato tanti anni fa. Me ne sono pentito tantissimo ed a volte penso che sarebbe giusto chiedergli scusa perchè ognuno ha diritto a fare il suo tragitto, magari lui non se lo ricorda nemmeno. Ma io si e mi fa ancora male, più a me che a lui. Sicuramente.
    Hai lavorato bene, sappilo; gli errori li facciamo tutti, chi per eccesso chi per difetto. Ma è come se tutto il groviglio, col tempo, trovasse il suo capo e si mettesse dritto dritto come avevamo immaginato all’inizio.
    Su di te dovrei fare un post a parte.

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